Vedrai d’ostro il gran Senato 135L’ampia Sala riempir:
E la prisca di Quirino
Gloria in esso, e il bel Latino 138Chiaro Genio rifiorir?
Ma già lieta ecco s’appresta
A condur qui gioia, e festa 141La stagione del Piacer.
Giovinetta, che di rose
Flagel siringe, e le noiose 144Cure fuga, e i rei pensier.
Mascheretta a lei non manca,
Ch’arte industre in sottil bianca 147Cera involse, e figurò:
Pronte ha quante adorne e belle
Di vestir fogge novelle 150Francia altera a noi mandò.
Calzan già gli aurei coturni
Lieti Drammi nè notturni 153Ozi usati a risuonar:
Già gli amanti, come vuole
Liberta, che seco ir suole, 156Riconsigliansi d’amar.
Deh quai candidi ed onesti
Piacer preganti, che a questi 159Dolci lidi volga il piè!
Bei contenti, e bei diporti
Della vita son conforti: 162Senza lor bella non è.
Vieni, Aglauro, e qui disvela
Que’ due lumi, ove si cela 165Amor quale in Ciel si sta.
Vieni, e godi: fuggon l’ore,
E nemica empia d’Amore 168Ratto vien la curva età.