Pagina:Wells - Quando il dormente si sveglierà, 1907.djvu/86

78 quando il dormente si sveglierà


Valeva forse la pena di ripulire tutti quei vecchi arnesi? Per mezzo di un miracolo egli era stato strappato a una vita divenuta intollerabile....

Pensò alla sua condizione attuale: invano lottava coi fatti. Era una matassa molto imbrogliata.

A traverso il ventilatore scorse un lembo di cielo rosato dall’aurora.... un’antica abitudine s’impadronì ancora di lui fra gli oscuri ripostigli della sua memoria.

— Bisogna dormire, — disse.

Il riposo gli apparve come un delizioso conforto alla sua angustia morale, al suo dolore, alla pesantezza sempre crescente delle sue membra: perciò si diresse al suo letticciuolo così bizzarro, vi si stese e non tardò ad addormentarsi....

In verità doveva familiarizzarsi con quell’appartamento prima di lasciarlo, poichè vi restò chiuso per tre interi giorni, durante i quali, nessuno, eccettuato Howard, entrò nella sua prigione. La stranezza dei suo destino, si confondeva con quella della sua sopravvivenza e diminuendola in parte, egli aveva fatto la sua riapparizione nella vita unicamente per esserne strappato e gettato in quell’inesplicabile solitudine. Howard veniva regolarmente a trovarlo, portando seco fluidi sottilmente nutrienti e refocillanti, pietanze leggiere e gradevoli, affatto nuove per Graham. Entrando, egli chiudeva accuratamente la porta: ad ogni insignificante domanda del suo prigioniero aumentava la sua gentilezza, ma in quanto ai rapporti esistenti fra Graham e i grandi avvenimenti che in un modo così misterioso succedevano dietro quelle mura impenetrabili, Howard si rifiutava di dare la più piccola spiegazione. Del resto egli eludeva il