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Il “hall„ dell’Atlante 65


in un profondo silenzio. Il pavimento stesso non faceva alcun rumore sotto i suoi piedi. Howard aprì un’altra porta che dava su due stanze contigue dalla mobilia bianca e verde, ed entrarono nella prima.

— Dunque qual è questo consiglio? — chiese Graham. — Che cosa discutevano? Perchè si occupano di me?

Howard chiuse accuratamente la porta, emise un profondo sospiro e pronunziò alcune parole a voce bassa, quindi attraversò la stanza e si voltò indietro brontolando ancora e interrompendo le sue frasi con frequenti esclamazioni di collera.

— Auf! — sospirò alla fine come sollevato.

Graham lo guardava.

— Bisogna certo avvertirvi, — cominciò Howard senza tanti preamboli, evitando di guardar Graham, — che il nostro ordine sociale è assai complesso. Una semi-spiegazione, un’esposizione incompleta e difettosa di fatti, non vi darebbero che un’impressione falsa.... In realtà non si tratta che di un affare di interessi composti.... Il vostro piccolo patrimonio, quello del vostro cugino Warming da voi ereditato.... insieme a certi altri assegnamenti.... è diventato assai rilevante. E, per ragioni difficili a comprendersi, voi siete ora un personaggio importante.... importantissimo.... implicato nell’organismo mondiale.

Tacque.

— Davvero? — domandò Graham.

— Abbiamo gravissime perturbazioni sociali.

— Davvero?

— Le cose sono arrivate a un tal punto da ritenere indispensabile di chiudervi qui.