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una nuvola, e comparire S. Niccola il quale ricevette la beata ombra di Alfonso, ed in brevi momenti disparvero ambedue, montando cinti di fulgidissima gloria in paradiso.


Gli spettatori, ben certi della volontà e dell’onnipotenza divina, si prostrarono a terra, e adorarono l’autore di tanti soprannaturali prodigj. Dopo un lungo silenzio, la prima a parlare fu Ippolita, che rivoltasi allo sbigottito Manfredi, così gli disse: “vedete, o signore, quanto son vane e frali le umane grandezze! Corrado e Matilda non sono più in vita! e riconoscer dobbiamo in Teodoro il vero e legittimo principe di Otranto. Non so per quali portenti ciò accada... ma ci basti, esser già pronunziata la nostra fatale sentenza. E come possiamo noi impiegar meglio le poche ore che ci rimangono a vivere sconsolati, se non in pregare ferventemente il cielo, onde ci salvi da ulteriori miserie? Il cielo ci rifiuta... e dove troveremo opportuno rifugio, se non