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lissima, che l’alba incominciava a illuminare. Per le orecchie del vecchio marinaio la risacca delle onde era come il saluto dell’amico. Respirò a lungo, come per riempire i polmoni del profumo delle acque, ed alzò la mano:

— «I miei doni io li ebbi a Preneste, non ad Anzio, — ma vedete! spira vento di ponente. Io ti ringrazio, o Fortuna, mia madre!» — egli disse con riverenza.

Gli amici ripeterono l’esclamazione, e gli schiavi agitarono le torcie.

— «Eccola, viene!» — continuò, indicando una galera che si moveva dall’estremità del molo. Un marinaio non ha bisogno di altra amante. La tua Lucrezia è forse più graziosa, mio Caio?» —

Osservò la nave, che avanzava, con uno sguardo pieno di giustificato orgoglio. All’albero più basso era fissata una sola vela, e i remi si tuffavano, si alzavano, scintillavano un istante, immobili nell’aria, poi si immergevano nuovamente, come le ali di un uccello, con ritmo perfetto.

— «Sì, rispettate gli Dei» — egli disse con gli occhi rivolti alla nave — «essi ci mandano buone occasioni. Nostra è la colpa se le trascuriamo. Quanto ai Greci, tu dimentichi, o mio Lentulo, che i pirati che vado a punire sono Greci. Una vittoria sopra di essi ne vale cento sugli Africani.» —

— «Allora ti rechi nell’Egeo?» —

Il marinaio non aveva occhi che per la nave.

— «Che grazia, che venustà! un cigno non si muoverebbe più maestoso sulle onde. Guardate!» — Ma tosto aggiunse: «Perdonami Lentulo. Io vado nell’Egeo; e siccome la mia partenza è ormai vicina, ve ne dirò la ragione — soltanto tenetela segreta. Io non vorrei che incontrando il mio buon amico il duumviro gliene faceste una colpa. Voi sapete che il commercio fra la Grecia ed Alessandria non è inferiore a quello fra Alessandria e Roma. Il popolo in quelle parti del mondo si è dimenticato di celebrare le feste Cereali, e Trittolemo li ha puniti con un miserabile raccolto. Ad ogni modo il commercio è così cresciuto da non arrestarsi per un sol giorno. Avrete anche sentito parlare dei pirati del Chersoneso, che si annidano nell’Eusino; gente audace, per le Baccanti! Giorni fa arrivò la notizia a Roma che, riunitisi in una flotta numerosa, avevano disceso il Bosforo, affondate le galere davanti a Bisanzio e a Calcedonia, invasa la Propontide, occupato l’Egeo. I mercanti di grano che hanno navi nel Mediterraneo sono spaventati. Otten-