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Cavallo e cavaliere 37

abbandonano le redini per attaccarsi ai crini od alla sella, e lasciato libero il cavallo ben presto e quasi sempre vanno per terra.

43. Chi maltratta il cavallo, merita il cavalletto, ed anche:

Chi non ha cura del suo cavallo merita d’andar a piedi.

Cavalletto era chiamato uno strumento di tortura su cui si ponevano i rei per far confessar le loro colpe, e veramente si merita tal punizione chi maltratta le bestie ed in ispecie quelle che, come il cavallo, gli sono di tanto giovamento. Spiace doverlo confessare, ma le dolci maniere verso gli animali, non sono presso di noi molto abituali e non è raro vedere piccoli utenti, che pure per l’ordinario non hanno altra sorgente di lucro che un misero cavallo, sfogare su di esso tutta la loro acrimonia. Auguriamoci che il progresso civile, l’ingentilimento dei costumi, specie nelle classi popolari, generalizzi il sentimento di compassione verso le bestie, e che le società protettrici degli animali facciano molti proseliti.

44. Chi monta a cavallo è soggetto a cadere.

Questo vale l’altro proverbio: Chi è in piedi può cadere, cioè disgrazie e contrarietà ne possono toccare a tutti.

45. Chi non ha travagli, tenga dei cavalli, oppure:

Chi vuol travagli, tenga dei cavalli, ed i piemontesi: