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a gradire qualunque opera, fatta a fauor de' linguaggi, senza i quali le scienze non possono accomunarli, e con la perfezion de'quali elle si abbelliscono, e più ageuolmente s'apparano? In oltre, se dall'esquisita notizia degli Idiomi più nobili si può argomentarne in Lei grandissima l'affezione, e la stima, non potrà non esserle a cuore la protezion d'opera, fatta espressamente a conseruazione, e auanzamento della materna sua lingua, mediante la quale ella possa, per auuentura, arriuare all'eccellenza di quelle, che fino a ora s'è creduto, che l'auuantaggino. Il modo a proteggerlo sì lo somministra, e tanto è per somministralene giornalmente l'eminenza della sua dignità, e l'esser degno Nipote del Sommo Pontefice V R B A N O   O T T A V O, che noi siamo certissimi non potersi altronde nobilitar questo Libro più altamente. Speriamo ancora di conseguirne, per noi medesimi, non poca lode, faccendoci riconoscere, in questo fatto, imitatori d'agricoltor bene accorto, che a pianta, tenuta prima a ragguaglio dell'altre, dà più forte sostegno, e più diligente cultura, tosto ch'ella mostra segno di miglior proua. Resterebbeci a supplicar V.S.Illistrissima ad accettar volentieri quanto noi le offeriamo, ma auendo di già stimato le sopraddette cagioni, che ci persuasero a presentargliele, attissime a fare con molto più efficacia per noi questo vficio, ci rendiam così certi d'auere a conseguire per mezzo loro, lo'ntento nostro, che ci tegnamo più tosto in obbligo di ringraziamento, e di gratitudine, che di suppliche, e di preghiere. E baciandole reuerentemente la veste, preghiamo a V.S.illustrissima intera felicità. Di Firenze dì 7. d'Ottobre 1623.


          Di V.S.Illustriss. e Reuerendiss.



Deuotissimi seruidori
     Gli accademici della Crusca.
Bastiano de Rossi cognominato lo'nferigno Segretario.