Pagina:Vivanti - Vae Victis, Milano, Quintieri, 1917.djvu/202

confidenze. Seguite la vostra strada a modo vostro.» E uscì dalla stanza.

Io restai di sasso. Che confidenze dovevo fargli? Che strada dovevo seguire a modo mio? E perchè — perchè sembrava in collera con me?

Nell’aprire la porta per tornare alla mia camera, lo udii che parlava nell’atrio colla signora Whitaker. «Pur troppo sono sicuro di non sbagliare» diceva; «ma non c’è modo di farla entrare nell’argomento.»

Non capisco nulla. In quale strano mondo di sogni viviamo?

————

Più tardi.

E’ chiaro che tutti si aspettano che io dica qualche cosa. Io non so che cosa. La signora Whitaker mi guarda sempre con un’aria di attesa; e non lei sola: ciò che vi è di più strano è che anche Lulù ha l’aria di aspettare non so che cosa da me. Vi sono talvolta dei lunghi silenzi tra di noi, e quando alzo gli occhi la vedo che mi guarda con una strana fissità, una specie di intensa, inquieta attesa di cui non riesco ad afferrare il significato.

————