Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/220

216 Naja Tripudians


— Granville Square, — disse. — È qui?

— No!... No!... — gridò Myosotis, — deve essere giù di là.... — E si lanciò a sinistra. — Ecco.... sì, sì! Sono passata di qui.... mi ricordo!

Giunta all’angolo si guardò intorno smarrita. — Ho sbagliato, — ansò; — dovevo voltare a destra!...

— Ma in che strada è? — chiese il policeman, fermandosi.

— Non vi fermate, non vi fermate! — pianse Myosotis. — Non so in che strada sia.... ma la troverò.... la troverò!

Giù per un altro svolto; ed ecco un’altra piazza, un altro giardino, un altro quadrato di case oscure e silenziose.

— Gledhow Place, — enunciò il policeman.

Ma non era qui; no! Era ancora più in là, molto più in là....

Il policeman la seguì di qua e di là, da una strada all’altra, da una piazza all’altra, tutte identiche, tutte deserte, tutte acquattate nella nebbia, oscure e silenziose.

E di nuovo l’uomo si fermò.

Intorno a loro si chiudeva più fosca, più densa, più tenebrosa la nebbia sulla enorme città silenziosa.