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Pagina:Vivanti - I divoratori, Firenze, Bemporad, 1922.djvu/171


i divoratori 159


Valeria, immobile, guardava il treno fuggente... e le parve di sentirselo correre sul cuore.

— Addio, Nancy! Addio, béby!

Erano partite.


E «domani» era molto lontano.

III.

«Montecarlo!» — L’indolente treno della Riviera entrò brontolando e sbuffando sotto la tettoia, e Nancy si affacciò nervosamente, perchè Aldo la vedesse subito. Sulla piattaforma Nancy non vide che un crocchio di donne chiaro-vestite che ridevano forte, e due inglesi taciturni con le mani in tasca, e una coppia di sposi tedeschi. Nessun altro. Aldo non c’era.

Un languido facchino aiutò Nancy a scendere colla piccina, e afferrando la loro valigia le precedette verso l’uscita. Quando Nancy lo raggiunse fuori della stazione, trovò che aveva consegnato la valigia al conduttore dell’omnibus dell’Hôtel de Paris.

— «Non, non», — disse Nancy. — «J’attends mon mari».

— Ah! — disse il facchino al conduttore d’omnibus, — «elle attend son mari».

Poi sghignazzarono entrambi, sputarono, e stettero a guardarla.

— «Donnez-moi ma valise», — disse Nancy.

— «Donnez-lui sa valise», — disse il facchino.

— «Eh!, on va la lui donner», — disse il conduttore, arrampicandosi lentamente sulla scaletta dell’om-