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dir vero, la prima di queste torri non ci consta che venisse fabbricata dagli Isolani. Come diremo appresso, la fabbrica di una torre venne iniziata in Varenna nel 1452. Riguardo la seconda, ossia alla torre di Vezio, noi riteniamo che debba esser molto antica e forse anteriore alla venuta degli Isolani in Varenna. Questa località doveva essere un antico castelliere. E’ un punto forte considerato in sè; e nei tempi antichi, cioè quando non esisteva la strada mulattiera Esino-Perledo-Varenna, era anche un punto di passaggio obbligato. E’ logico quindi che sia Castello di Vezio (fotogr. Adamoli)stato sempre un punto fortificato. Anche Francesco Bombognini, nel suo Antiquario della diocesi di Como, parla di due Castelli costruiti dagli Isolani approdati a Varenna. Egli così si esprime: «Avendo poi i Comaschi distrutta l’Isola Comacina, quei di Varenna accolsero i dispersi isolani che qui si stabilirono e fabbricarono due castelli».

Uno dei primi documenti che ci parli di Vezio è dell’anno 1368.

L’atto steso in pergamena è conservato presso l’archivio parrocchiale di Perledo. Esso è rogato dal notaio Iacobo Tenca di Varenna, il 28 maggio 1368 nella chiesa di Sant’Antonio di Vezio, alla presenza del preposto della chiesa di San Martino di Perledo, prete Cresino de Manticis, del prete Giovanni de Zobio di Isola, beneficiale della chiesa di San Giorgio di Varenna, e del prete Bertramo de Cella, beneficiale della chiesa di San Giovanni di Varenna. L’atto già da noi citato a pagina 41