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stessa sera si raccoglieva nel circolo una somma prodotta dalla vendita di un opuscolo politico, offerto da alcuni soci per la famiglia del Brenta.

Vennero invitati i giornali liberali a produrre la seguente circolare e a raccogliere le offerte, che dovevano essere versate nella cassa del Circolo per essere rimesse alla famiglia del Brenta.


Ai Circoli politici democratici ed al generoso popolo Italiano.


La causa della nazionale indipendenza, alla quale sono rivolti i pensieri e le speranze di tutti coloro che amano santamente l’Italia, deve toccare il suo trionfo, fecondata com’è dal sangue di tanti martiri: questo evangelico principio passerà, come tutte le verità di Cristo, attraverso i secoli in onta alle persecuzioni che, cominciate sul Golgota, avranno fine soltanto allorquando Iddio crederà di premiare anche su questa terra i suoi fedeli. I martiri della nostra libertà si succedono l’un l’altro coraggiosi e grandi come ne’ primi secoli della Chiesa si succedevano quelli che testimoniavano col sangue la verità e l’indefettibile divinità della fede. Per quanto noi, o confratelli di sventura e di speranze, vi segnaliamo con dolore insieme e con orgoglio una novella vittima, Andrea Brenta ora fucilato in Como: animo ardente, cuore riboccante d’affetti per la patria, fede a tutta prova, coraggio militare non domo dai disastri o dalle fatiche, quell’uomo cadeva gridando la santa parola: Viva l’Italia! I suoi carnefici impallidirono alla costanza, alla ilarità di un uomo che moriva lieto e felice, anche lasciando una moglie e nove figli nella miseria. Ma l’Italia deve adottare la vedova e gli orfani di colui che cadde vittima d’espiazione per le colpe e la codardia di molti, e per la nostra debolezza. Non invano noi facciamo appello alla vostra carità perchè il soccorso degli amici della patria non lasci languire fra le lagrime e la fame la famiglia d’un eroe e d’un martire.

Non la sola pietà ci deve commuovere a soccorrere la sventura. È questa una testimonianza che tutta l’Italia deve porgere alla santità dei principi democratici, alla fede giurata, all’indipendenza cui aspiriamo. I figli di Roberto Blum furono compianti e soccorsi dall’Europa intera. L’Italia sarà ella da meno delle altre nazioni? Ugual costanza, ugual causa, ugual martirio coronarono Andrea Brenta. I suoi figli ci devono esser sacri. In aspettazione del giorno in cui le nazioni ci mireranno tutti concordi e serrati sul campo di battaglia, dimostriamo almeno che siamo concordi negli affetti e nelle convinzioni. I tiranni hanno innalzato monumenti ed assegnato ricchissimi censi ai vili che loro prostituirono la fede che caddero per loro: i soli figli della libertà soggiaceranno all’onta dell’ingratitudine! Ogni circolo, ogni giornale, ogni vero Italiano si faccia banditore di quest’opera di carità. Il nostro denaro non varrà a restituire ad un’orba famiglia quel capo diletto: valga almeno ad abbreviarne i disagi. Questa unità d’amore, questo debito