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secolo xvii 193

et castelli delle sodette giurisditioni per il più distrutti et rovinati et per ragione ammessa et dependente da esse giurisditioni se gli paga ogni anno per conventione in luogo dei datii, ossia censo dominicale così intitotato cioè:

Da Mandello lire 320
» Varenna » 106
» Bellano » 211.3
» Dervio » 48
» Corenno » 12.16
» Dorio » 2.5
Dalla montagna d’Introzzo » 16.7.6
» squadre de Mauri Nibiono » 277
» Valsassina » 192

Il 2 giugno 1622 ha luogo un’ordinazione del magistratto ordinario a favore di Don Ercole Sfondrati in causa delle annate dei feudi da esso posseduti.

Si dichiarò che i feudi essendo pervenuti a titolo oneroso non erano sottoposti all’annata e che il fisco poteva avanzare pretese soltanto su quelle ragioni che pervenivano allo Sfrondrati a titolo gratuito.

Dalle informazioni prese sul feudo della Valsassina nei primi di Giugno del 1647, in occasione dell’entrata in possesso del nuovo feudatario conte Don Giulio Monti, si apprende non esservi dazi nel comune di Perledo ed altre regalie eccetto il bollino del vino. Si apprende anche che i focolari in Perledo sono 22, comprese le donne. Iacopo Pizzotta ed Emilio Arrigoni che non abitano a Milano ma che vogliono essere annoverati fra gli abitanti1.


USI E COSTUMANZE

Nel secolo XVII continua l’uso di stabilire, con un regolare contratio notarile, anche nelle arti più umili; i reciproci obblighi tra padrone e garzone di bottega. Ecco un atto relativo all’assunzione di un garzone calzolaio:

Omissis.

Joannes Maria Rayna filius quondam Francisci habitator Burgi Varenae Ducatus Mediolani parte una et Joannes Maria Matia filius quondam

  1. A. S. M. Fondi Camerali, Val Sassina anno 1647.

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