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tembre 1548 proibisce, sotto pena di gravi multe al comune di Varenna di esigere il dazio sulle merci sbarcate alla riva di Olivedo o Molvedro da parte degli uomini del Monte di Varenna, perchè questa spiaggia formante confine era di diritto del Monte di Varenna e cioè della Valsassina.

L’unico ricordo del processo del foro ecclesiastico l’abbiamo nella dichiarazione dei vicini della Pieve di San Martino di Perledo, i quali attestano che Franceschino del q.m Giovanni de Bascheri del luogo di Bologna, detenuto nelle carceri del reverendo padre inquisitore è povero e miserabile e merita godere dei privilegi dei poveri1.

Un accenno agli statuti di Varenna e precisamente al capitolo De questionibus commitentis intentibus intesFonte/commento: 525 agnates, l’abbiamo nell’invocazione fatta da maestro Gaspare De Veninis a nome suo e della famiglia davanti a Pietro de Campioni luogotenente del dottore Ambrosio de Giussano podestà di Varenna2.

Nel 1592 Prospero Tenca era stato eletto fiscale della Valsassina e di Lecco per un biennio. Ma non deve avere eseguito molto bene il suo cómpito poichè due anni dopo troviamo una supplica del fisco comitale, relativa alla sua detenzione nelle carceri di Milano per delitti non bene qualificati. Il detto Tenca è nominato come vassallo del Duca di Monte Mariano, e nell’ordinanza successiva del Senato è raccomandato che il capitano di giustizia mandi al più presto ad assumere informazioni sul Tenca, sulla sua vita e sui suoi costumi e che il processo sia tosto portato a termine e che per intanto l’accusato sia tenuto ben segregato, e non sia rilasciato senza parere del Senato3.

Da un atto notarile del 9 luglio 1572 si apprende la condanna data da Don Nicolao Stampa pretore di Valsassina contro Jo: Hongania di Regolo per omicidio premeditato in persona di Paolo Tondelli di Regolo4.

Da un atto notarile di Giorgio Serponti del 29 giugno 1571 ricaviamo che Battista di Balbiano è bandito avendo commesso un omicidio, e la moglie Pietrina Majelis rimasta priva di mezzi è ridotta a vendere un’aia per triturare le biade nel luogo di Musagio di Lierna.


LA PESCA

La pesca costituisce uno dei maggiori cespiti di guadagno per gli abitanti di Varenna e perciò il diritto di esercitarla era avidamente ricercato e spesso dava luogo a controversie.

  1. Archivio Curia Arcivescovile. Archivio spirituale. Legione 10.a Valsassina. - Vol 36.
  2. Biblioteca di Brera. Raccolta Morbio, manoscritto 214. Doc. 3° - 23 agosto 1519.
  3. A S. M. Raccolta Sitorni di Scozia Cart. 38. Fasc. 254. 13 ottobre 1594
  4. Atti del notaio Cattaneo Cesare qm Francesco.