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manoscritti xxvii

di Firenze (Ms. Magl. X, 152, c. 209), il n° 355, oggi ricoperto o scomparso. Il codice ha pure una numerazione a colonne, ma soltanto sino alla 66 (c. 17b); e anticamente ne fu cominciata anche una a pagine, ora quasi interamente perduta per la raffilatura del codice, in cifre arabiche sino al 15 e seguitando poi coi numeri romani sino ad VIII.

Contiene la Vita Nuova (cc. 1-15b) e 15 canzoni di Dante (cc. 16a-23d....). In testo ad essa si legge: Incipit uita noua clarissimi uiri dantis Alleg. floren.; in fine: Explicit liber uite noue uiri clarissimi dantis allighieri poete illustris. Scripto per lo modo chello scripse messere giouanni Boccaccio da certaldo pero che dante le chiose che ci sono mise nel testo ζ messere giouanni nelle cauo ζ aconciolle come stanno la cagione assegna in una chiosa di questo libretto che dice marauiglerannosi. E questa chiosa, che abbiamo riferito sopra a p. xv, si trova infatti in alto del margine esterno della prima carta di fianco al titolo e al principio della Vita Nuova.

Le canzoni sono quelle che abbiamo trovate in Chig. L, V, 176, (K2) e in XL, 42, disposte nell’ordine medesimo, e colle seguenti rubriche latine:

Incipiunt cantilene Dantis aleghieri et primo de asperitate domine sue.
Idem D. intelligentiis loquitur de amore suo.
Idem dantes de uirtutibus et pulcritudine domine sue.
Idem dantes de vera nobilitate loquitur egregie.
Idem dan. ad amorem de domina sua loquitur.
Idem Da. quantum sit amore captus ostendit.
Idem da. ostendit se propter hyemem non minus amare.
Idem dantes amorem rogat ut molliat crudelitatem domine sue.
Idem Dan. ob temporis qualitates amorem suum non mutari ostendit.
Idem D. dominabus conqueritur de domina sua.
Idem dantes de uera nobilitate egregie loquitur.
Idem dantes pro pietate preces domine sue porrigens.
Idem Dan. de uirtutibus loquitur.
Idem dantes contra uitiosos et potissime contra auaros.
Idem Dantes conqueritur de crudelitate cuiusdam impie domine.

La Vita Nuova ha dunque le divisioni nei margini, con le modificazioni introdotte in esse dal Boccaccio. La distinzione dei capoversi corrisponde a quella di K2. Si hanno, pur nella Vita Nuova, correzioni ed aggiunte di mano del copista, per rimediare a suoi errori od omissioni, e postille di mano diversa (cinquecentistica), per mettere in rilievo qualche vocabolo, forma o costruzione notevole, come seruentese (2c), resurrexiti (5a), lo m’hauessero (7c), e per richiami e avvertenze di vario genere; e questa seconda mano ha aggiunto in XII, 11 (c. 4b) il verso Se è com’ credo inuer’ di me adirata,