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ragionevole; ma abbandonando io siffatte ricerche non confacenti alle mie forze, dirò più volentieri alcuna cosa della sapienza di Lui. In Grecia le opere sue riguardate erano siccome il Codice dei saggi tutti, perciocchè in esse trovavano ogni sorta di cibo onde pascersi. Fu egli filosofo ed il primo, mentre innanzi che la filosofia in Grecia apparisse, la si vedea ne’ suoi poemi risplendere, e tutti a gara accorrevano al testo di Omero. Alcuni eruditi e scienziati uomini riconobbero dalle opere di questo poeta esser egli stato d’ogni maniera di scienze e di arti conoscitore; certo è però che Omero è ammirabile per essere nel suo carattere il primo poeta originale. L’Iliade e l’Odissea sono le sole due opere ch’esistono attribuite da tutti ad esso lui, fuorché irragionevolmente da alcuni come abbiamo di sopra veduto. Gl’Inni, che corrono sotto il suo nome dai sagaci intendenti tanto antichi che moderni non sono ritenuti per suoi, se non se quello ad Apollo, di cui ce ne assicura Tucidide, quantunque fosse creduto di Cineto di Chio. Un altro Inno a Cerere fu ritrovato in Mosca col nome di Omero, ma alcune circostanze mettono in dubbio il vero autore: così pure il poema burlesco della guerra fra i topi e le rane, sebbene di merito, tuttavia negano alcuni essere suo, e Plutarco ci assicura che da molti creduto era di Pigrete di Caria. Molte altre opere furongli attribuite, e sono l’Amazonide, la Tebaide, gli Epigioni, la picciola Iliade, la Cipriade, la Focaide, la presa d’Ecalia; ma non se ne può avere per le varie opinioni certezza alcuna. Potrebbre anco essere che alcuno di questi poemi appartenesse ad un altro Omero, che dicesi contemporaneo d’Esiodo, oppure di un altro dello stesso nome che visse ai tempi di Tolomeo Filadelfo. Altri due poemi vengono generalmente dagli antichi creduti di tanto poeta, e sono i Cecropi che vuolsi, opera satirica, ed il Margite che Platone ci assicura essere dello