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Vieni a veder la gente quanto s'ama;
E se nulla di noi pietà ti muove,
A vergognar ti vien della tua fama.

Purg. VI, 76-117.}}

Morto Alberto austriaco, pretendeva succedergli quel Carlo di Valois, troppo già da noi conosciuto. Ed era naturalmente favorito dal fratello re, ma combattuto da papa Clemente, già discostatosi da’ reali di Francia; il quale fece eleggere Arrigo di Lucimburga, e quindi innanzi più che mai barcheggiò tra le due parti francese ed imperiale, guelfa e ghibellina. L’elezione fu fatta in novembre 1308, e così verso il tempo del viaggio o dell’arrivo di Dante in Parigi. Ed è osservabile quel dir, come vedemmo, il Boccaccio, che Dante fu contro quest’elezione fatta in competenza del suo maggior nemico; se non che, per essere Arrigo piccolo principe germanico ancor esso, come già i suoi due predecessori, Dante ne sperò poco la discesa desiderata in Italia. E si vuol dire che tali desiderii fossero comuni non solo a tutti i Ghibellini, ma ancora ad altri Italiani e stranieri; e che una discesa d’imperadore non più fatta da sessanta anni, e così non veduta