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Anche ai nostri dì vedemmo là rifuggire altri esuli; ed alcuni, come Dante, poveri uditori, là sedere ricevendo la medesima liberalità; altri, portati da una liberalità or maggiore a’ seggi di professore, distribuir quindi la scienza ed ai compatriotti e compagni, ed insieme agli ospiti loro.

Se fu, ei fu poi certamente di Parigi, che Dante andò in Inghilterra. Non ne abbiamo se non un cenno, pur del Boccaccio; il quale, in una epistola poetica a Petrarca dice, che Dante visitò Parisios dudum extremosque Britannos1. Aggiunse altri poi, ch’ei fu là all’università d’Oxford; ma è di quelle congetture in che non istà nulla per il sì e nulla per il no. Nè ci fermeremo noi qui, come abbiam fatto nei paesi d’Italia ove Dante ebbe interessi politici, a narrare lo stato dei prinicipi o dei popoli di Francia od Inghilterra; non facendo noi una storia dei tempi, ma una vita di Dante. Basti, a guida di memoria, rammentare che regnavano allora, in Inghilterra Odoardo II fra’ Plantageneti, e in Francia sempre il medesimo

  1. Ed. Min., V.133.