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jeli il pastore. 59

le mosche, e i galantuomini stavano a godersela seduti nel caffè. Tutta la gente era vestita da festa, come gli animali della fiera, e in un canto della piazza c’era una donna colla gonnella corta e le calze color di carne che pareva colle gambe nude, e picchiava sulla gran cassa, davanti a un gran lenzuolo dipinto, dove si vedeva una carneficina di cristiani, col sangue che colava a torrenti, e nella folla che stava a guardare a bocca aperta c’era pure massaro Cola, il quale lo conosceva da quando stava a Passanitello, e gli disse che il padrone glielo avrebbe trovato lui, poichè compare Isidoro Macca cercava un guardiano per i porci. — Però non dir nulla dello stellato, gli raccomandò massaro Cola. Una disgrazia come quella può accadere a tutti, nel mondo. Ma è meglio non dir nulla.

Andarono perciò a cercare compare Macca, il quale era al ballo, e nel tempo che massaro Cola entrò a fare l’ambasciata Jeli aspettò sulla strada, in mezzo alla folla che stava a guardare dalla porta della bottega. Nella stanzaccia c’era un mondo