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paterne, sfuggono un istante, ritornando con più insistenza a stringersi, esclamando: «Ci rivedremo in cielo», il coro funebre: «Pace alla tua bell’anima», ispirato ad una nenia popolare che ancora le fanciulle catanesi, custodite in un Conservatorio della città, ripetono nelle esequie, le strazianti note di Romeo sul cadavere della fanciulla diletta destano così soavissima tristezza, alla quale non si resiste senza un raccoglimento di compassione.

Nel segreto del suo cuore trovò Bellini ancora l’esempio di una passione contrastata, ma non spenta. Certo le parole e i pensieri della Giulietta infelice gli furono ispirati dalla sconsolata imagine della sua Maddalena. Nella verità di quelle note come fuochi fatui guizzano palpiti provati, profondi, che gli commovevano ancora l’animo di turbamenti e di carezze, per quanto più liberi amori ora lo venivano governando. Dopo la fine dell’Opera una folla immensa accompagnò il Maestro alla sua dimora. Le chete lagune riflettevano i lumi trionfali; fu udito il gondoliere ripetere subito la cantilena appena nata; furono reiterati i