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II. le varie redazioni della «scienza nuova» xxiii

formali. In questa materia, come in tutto il resto, il Vico era incontentabile; e anche lui fece subire alla sua opera quel lungo lavorio di ripulimento che il Manzoni dedicò alla toscanizzazione dei Promessi sposi. Con la differenza che il Manzoni era il Manzoni e il Vico il Vico; quindi se i Promessi sposi da così paziente lavoro di revisione uscirono perfetti, la Scienza nuova restò inalterata, se non a dirittura peggiorata.

Proprio così: il Vico (fedele alla sua massima d’impiegare il massimo sforzo per conseguire non già il minimo effetto, ma quasi sempre un effetto negativo), il più delle volte, dopo aver mutato dieci volte, finiva per attenersi al peggio. E anche qui quel possesso pieno delle grandi qualità di scrittore e quella deficienza delle piccole si rivelano in modo chiarissimo. Il più malevolo dei critici sarà assai bravo se riuscirà a pescare nella Scienza nuova un periodo sciatto o cascante. Che anzi uno dei difetti del Vico è per l’appunto il non saper mai abbassare il tono; onde, anche quando deve riferire un detto scherzoso napoletano («servitori, nemici pagati»), non spiana neppure allora quella sua fronte sempre aggrottata e cogitabonda, e con la solita sua gravità non interrotta mai da un sorriso, parla di «una propietà eterna, per la quale ora diciamo i servidori nimici pagati de’ loro padroni»1. Ma d’altro canto, anche il critico più benevolo, se vuol restare in pace con la propria coscienza, sarà costretto a confessare che, quanto a periodi grammaticalmente corretti, o se non altro a periodi che meritino davvero questo nome, il lettore della Scienza nuova deve rassegnarsi a far di meno. Ora manca il verbo principale; ora un inciso non è a posto; ora un inciso è venti volte più lungo della proposizione principale; ora la ridda d’incisi che si aprono



  1. Lib. II, sez. V, cap. I.