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DEL DILUVIO UNIVERSALE E DE’ GIGANTI 207

CtU stessi latini filologi osservano che tutti gli antichi popoli furon detti «Aborigini», e la sagra storia ci narra esserne stati intieri popoli, che si dissero Emmei e Zanzummei i, ch’i dotti della lingua santa ^ spiegano «giganti», uno de’ quali fu Nebrot; e ne’ giganti innanzi il Diluvio, la stessa storia sagra gli diffinisce «uomini forti, famosi, potenti del secolo» ^. Perchè gli Ebrei con la pulita educazione e col timore di Dio e de’ padri durarono nella giusta statura, nella qual Iddio aveva criato Adamo, e Noè aveva procriato i suoi tre figliuoli; onde, forse in abbominazione di ciò, gli Ebrei ebbero tante leggi cerimoniali, che s’appartenevano alla pulizia de’ lor corpi. E ne serbarono un gran vestigio i Romani nel pubblico sagrifizio con cui credevano purgare la città da tutte le colpe de’ cittadini, ii quale facevano con l’a e qu a e ’1 fuoco; con le quali due cose essi celebravano altresì le nozze solenni, e nella comunanza delle stesse due cose riponevano di più la cittadinanza, la cui privazione perciò dissero «interdidmn aqua et igni», E tal sagrifizio chiamavano «lustrum», che, perchè dentro tanto tempo si ritornava a fare, significò lo spazio di cinque anni, come l’olimpiade a’ Greci significò quel di quattro *. E «instrum» appo i medesimi significò «covile di fiere», ond’è «lustravi» che significa egualmente e «spiare» e «purgare», che dovette significar dapprima spiare si fatti lustri e purgargli dalle fiere ivi dentro intanate; e «aqua lustralis» restò detta

^ Deut., II, 10-11: ’ Emim primi fuerunt habitatores eius [di kv],populus magnus et validus et tam excelaus, ut de Enacim stirpe quasi gigantes crederentur, et essent similes filiorum Enacim. Denique Moabitce appellant eos Emim >-. — Ibid., 20-1: " Terra gigantum reputata est: et in ipsa olim habitaverunt Zomzommim,, populus ■magnus et multus et procerce longittidinis, sicut Enacim, quos delevit Dominus a facie eoruìn -.

’ Si allude aU’op. del Boulduc cit. più oltre a p. 212, nota 1; il quale, come vedremo, sostiene proprio il contrario di ciò che gli attribuisce il V.

’ Oen., VI, 4: ’ Gigantes autem, erant super terram in diebus illis. Postquam enim ingressi sunt filii Dei adfiliashominum,illcequegenuerunt,istisuntpotentes a sceculo viri famosi ".

  • Oltre all’evidente confusione che il V. fa tra la lustrazione simbolica e la lavanda

materiale dei corpi, si noti che la prima presso i Romani «non si faceva con le lavande o la benedizione dell’acqua lustrale, sì veramente col sacrifizio di un porco, di una pecora e di un toro: il primo della specie fu celebrato nel Campo marzio (Liv. I. 44) «. Ciò «si vede altresì dalla definizione.... di Varrone (De l L, VI, 11): ". Lustrum noininatum tempus quinquennale a luendo, id est solvendo, quod quinto quoque anno vectigalia et ultra tributa per eensores persolvebantur >. — Garofalo, p. 135.