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[CAPITOLO SECONDO]

PROPOSIZIONE E PARTIZIONE DELLA SAPIENZA POETICA

[NeUa sapienza ragionata dei filosofi la Metafisica ripartisce alle scienze le loro materie {DA, e. 1, § 2); egualmente nella sapienza dei poeti dalla Metafisica deriveranno le altre scienze. Se la poesia è il senso e l’embrione occasionale delle idee, deve necessariamente rappresentare embrionalmente un’immagine delle diramazioni della sapienza dei filosofi].

Ma perchè la Metafisica è la scienza sublime, che ripartisce i certi loro subbietti a tutte le scienze che si dicono «subalterne»; e la sapienza degli antichi fu quella de’ poeti teologi, i quali senza contrasto furono i primi sappienti del gentilesimo, come si è nelle Degnità i stabilito; e le origini delle cose tutte debbono per natura esser rozze: dobbiamo per tutto ciò dar incominciamento alla Sapienza poetica da una rozza lor Metafisica, dalla quale, come da un tronco, si diramino per un ramo la Logica, la Morale, l’Iconomica e la Politica, tutte poetiche; e per m altro ramo, tutte eziandio poetiche, la Fisica, la qual sia stata madre della loro Cosmografia, e quindi dell’Astronomia, che ne dia accertate le due sue figliuole, che sono Cronologia e Geografia (a). E con ischiarite e distinte guise farem vedere come i fondatori dell’umanità gentilesca con la loro Teologia naturale sia Metafisica s’immaginarono gli dèi, con la loro Logica si

(a) per leggere con iscienza di principii la storia universale, che dappertutto, come si è nelle Degnità ^ sopraposto, mette capo nelle lor favole. Lo che tutto e nella Scienza nuova e neìV Annotazioni è stato da noi trattato senza quest’ordine col quale bisognava trattarsi, e ’n conseguenza, talmente ch’ora ce ne pentiamo e generosamente ammendiamcene [brano cancellato negli esemplari postillati].

1 Degn. XrjV.

2 Degn. XLVI.