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124 libro primo — sezione seconda

xxi


I greci filosofi affrettarono il natural corso che far doveva la loro nazione, col provenirvi essendo ancor cruda la lor barbarie, onde passarono immediatamente ad una somma dilicatezza, e nello stesso tempo serbaronv’intiere le loro storie favolose così divine com’eroiche; ove i Romani, i quali ne’ lor costumi caminarono con giusto passo, affatto perderono di veduta la loro storia degli dèi (onde l’età degli dèi che gli Egizi dicevano, Varrone chiama «tempo oscuro» d’essi Romani), e conservarono con favella volgare la storia eroica che si stende da Romolo fino alle leggi Publilia e Petelia, che si truoverà una perpetua mitologia storica dell’età degli eroi di Grecia.

Questa natura di cose umane civili ci si conferma nella nazione francese, nella quale, perchè di mezzo alla barbarie del mille e cento s’aprì la famosa scuola parigina, dove il celebre maestro delle sentenze Piero Lombardo si diede ad insegnare di sottilissima teologia scolastica, vi restò come un poema omerico la storia di Turpino vescovo di Parigi, piena di tutte le favole degli eroi di Francia che si dissero «i paladini», delle quali s’empieron appresso tanti romanzi e poemi. E per tal immaturo passaggio dalla barbarie alle scienze più sottili, la francese restonne una lingua dilicatissima (a)1; talché, di tutte le viventi, sembra avere restituito a’ nostri tempi l’atticismo de’ Greci e, più ch’ogni altra è buona a ragionar delle scienze, come la greca; e come a’ Greci così a’ Francesi restarono tanti dittonghi, che sono propi di lingua barbara, dura ancor e difficile a comporre le consonanti con le vocali. In confermazione di ciò ch’abbiamo detto di tutte e due queste lingue, aggiugniamo l’osservazione che tuttavia si può fare ne’ giovani; i quali, nell’età nella qual è robusta la memoria, vivida la fantasia e focoso l’ingegno, ch’eserciterebbero con frutto con lo studio delle lingue (b)2 e della Geometria lineare, senza domare con tali esercizi



  1. (a) che si spiega quasi tutta per termini astratti, talchè, ecc.
  2. (b) della Topica e della Geometria, ecc.