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idea dell’opera 29

Stati; — l’origine dell’armi gentilizie, delle quali i primi campi d’armi si truovano questi primi campi da semina; — l’origine della fama, dalla quale tai famoli furon detti, e della gloria, che eternalmente è riposta in giovar il gener umano; — l'origini della nobiltà vera, che naturalmente nasce dall’esercizio delle morali virtù (a)1; — l’origine del vero eroismo, ch’è di domar superbi e soccorrere a’ pericolanti (nel qual eroismo il romano avvanzò tutti i popoli della terra, e ne divenne signor del mondo); — le origini, finalmente, della guerra e della pace, e che la guerra cominciò al mondo per la propia difesa, nella quale consiste la virtù vera della fortezza. Ed in tutte queste origini si scuopre disegnata la pianta eterna delle repubbliche, sulla quale gli Stati quantunque acquistati con violenza e con froda, per durare, debbon fermarsi; come, allo ’ncontro, gli acquistati con queste origini virtuose, poscia, con la froda e con la forza, rovinano. E cotal pianta di repubbliche è fondata sopra i due principii eterni di questo mondo di nazioni, che sono la mente e ’l corpo degli uomini che le compongono. Imperciocché, costando gli uomini di queste due parti, delle quali una è nobile, che, come tale, dovrebbe comandare, e l’altra vile, la qual dovrebbe servire; e, per la corrotta natura umana, senza l’aiuto della Filosofia (la quale non può soccorrere ch’a pochissimi), non potendo l’universale degli uomini far sì che privatamente la mente di ciascheduno comandasse, e non servisse, al suo corpo; — la divina Provvedenza ordinò talmente le cose umane con quest’ordine eterno che, nelle repubbliche, quelli che usano la mente vi comandino e quelli che usano il corpo v’ubbidiscano (b)2.



  1. (a) come da pietà, religione, prudenza ne’ consigli, temperanza ne’ piaceri, industria nelle fatighe, la quale co’ vizi a queste virtù contrari si perde; — l'origini dell’eroismo, ecc.
  2. (b) Il qual ordine se a taluni sembra che non sia eterno, perocché la mente allora è tale quando usa ragione, giustizia e verità, e negli Stati spesso comandano la fraude, il capriccio, la forza; — rispondiamo che ne faccino sperienza negli Stati mossi e turbati, ne’ quali que’ che comandano sono costretti dall’eterna necessità di quest’ordine naturale di rivoltarsi alla mente e riporre il governo in mano