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A SUA ECCELLENZA

MYLORD

Conte di Bute, ec. ec. ec.


De’ costumi de’ Morlacchi.


Voi avrete più volte, nel tempo del soggiorno vostro fra noi, udito parlare de’ Morlacchi come d’una razza d’uomini feroce, irragionevole, priva d’umanità, capace d’ogni misfatto; e forse v’avrà sembrato, ch’io sia stato assai più temerario di quello si deggia permettere ad un Naturalista, scegliendo il paese da essi abitato per oggetto delle mie peregrinazioni. Gli abitanti delle Città litorali della Dalmazia raccontano un gran numero de’ fatti crudeli di questi Popoli, che dall’avidità dei rubare condotti si portarono sovente agli eccessi più atroci d’uccisioni, d’incendj, di violenze: ma que’ fatti (de’ quali non permette si dubiti la riconosciuta onestà di chi li riferisce) o sono d’antica data, o, se ne sono pur accaduti recentemente alcuni, i caratteri che portano, deggiono piuttosto fargli ascrivere alla corruzione di pochi individui, che all’universale cattiva indole nella Nazione. Sarà pur troppo vero, che dopo le ultime guerre col Turco i Morlacchi abituati all’impunità dell’omicidio, e del predare, avranno dato qualche esempio di crudeltà sanguinaria, e di rapine violente: ma quali sono mai state le truppe, che ritornate dalla guerra, e licenziate dall’esercizio dell’armi contro il nemico del proprio Sovrano non abbiano, scio-