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Da Varese a Lugano. 163

corrosi colli calcari, va, come osservammo, in dolce pendio sin sotto Varese; e v'è un'amena e solitaria via, anche atta a cavalli, che per un gran tratto corre nell'alveo stesso, e quindi sale a Biumo. Lungo questa via i colli occidentali sono traforati da antiche lunghissime gallerie. V'è tradizione che sen cavasse oro; ma chi le ha visitate vi ha trovato piuttosto indizio di piombo, e sembrano una continuazione di que'filoni che vanno sopra Besano. Ivi pur trovasi dell'arena quarzosa finissima indurata in sasso (grès de'Francesi), e del quarzo ametistino.

Era Gana un ritiro d'alcuni Canonici, ivi ridottisi a vita romita, indi un ricchissimo monistero di Cluniacensi, di cui tuttavia sussiste il chiostro e la chiesa, senza che altro indizio siavi di vetustà fuorchè la gotica struttura, qualche vecchia pittura in chiesa, ed un'informe figuraccia nel campanile. Il summentovato Pontefice Pio IV, a cui mentr'era Cardinale commendato era quel priorato, cedè que'beni allo Spedal maggiore di Milano. Il laghetto di Gana per un emissario va ad unirsi a quello di Ghirla. All'ovest di Gana v'è altra angusta valle, detta il Paludaccio, che altre volte fu lago anch'essa, ed ora è una torbiera, di cui però non fassi nessun uso. Vassi dalla parte del Paludaccio a Bedero, a Rancio, sopra cui, vicino alla colma, v'è del carbon fossile visibile, e a Brincio.