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Dopo aver fatto voltare la vettura in uno spazio assai stretto, il sig. Dietz la ricondusse al punto da cui era partita, fermandosi a Vincennes alcuni istanti per prendere dell’acqua, non essendo stato il serbatoio riempiuto a sufficienza. Più sicuri dell’esito dopo un primo viaggio, gli inventori quasi immediatamente dopo ne fecero un secondo con una vettura rimurchiata, un viaggio, cioè, intieramente simile a quelli che la macchina deve fare in seguito. Alle due ore e quarantasette minutti, la macchina portante nove persone e traentesi dietro un Omnibus carico di altre trentaquattro persone ammassate tanto di dentro che sopra, d’avanti e di dietro, si è posta in cammino, ed ha percorso in undici minuti lo spazio compreso fra la barriera e l’ingresso del forte di Vincennes; poi prolungò la passeggiata fino a Nogent, e rientrò a Parigi, a sei ore in ottimo stato.

Non imprenderemo di dar qui una descrizione circostanziata della macchina; ci contenteremo di dare una idea della sua forma esteriore; e di dire che il suo meccanismo riunisce ad una gran forza una grande semplicità. S’immagini una cassa lunga circa venti piedi ed alta sette, larga quanto le grosse bare dei vetturali, ed un poco più stretta sul davanti che sul di dietro. Essa è montata su molle e su tre ruote: due