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sesso forniti dei doni richiesti, ma in condizione economica che non permetta loro di compensar l'opera d’un istitutore, offrendo ad essi una scuola di canto gratuita.

Il Giornale di Scienze, Lettere, Arti ecc. I Fiori nel N. 2, 11 gennaro 1855, sopra questo assunto del Plet diceva spontaneamente:


Fra le tante utili istituzioni che mancano ancora a Venezia, e che sarebbe pur necessario ricevessero l’impulso dei generosi e ricchi suoi cittadini, è senza alcun dubbio una delle principali l’istituzione di una scuola musicale che prepari alle scene ed alle accademie cantanti abili, bene e sodamente fondati nell’arte. Senza contare Milano col suo famoso Conservatorio, da cui abilissimi artisti si videro inviati alle scene, così nel canto come nella danza distinti, città anche delle minori del lombardo-veneto possono vantarsi di simili scuole o pubblicamente o privatamente istituite, e che in maggiori o minori proporzioni rendono pur sempre alla società distinti ed apprezzati servigi. Venezia sola, che pur contiene tutti gli elementi, tutti i materiali più splendidi quanto e forse più di tante altre città d’Italia, colla sua passione innata per la musica, coi suoi cittadini socievoli, affabili, gentili più assai che in altri paesi, coi suoi ricchi, che, sebbene decaduta, conservano pur sempre lo splendore e gli abbaglianti avanzi della ricchezza passata, coi suoi cuori generosi ed umani che si aprono così volentieri all’amore, alla