Pagina:Versi di Giuseppe Giusti.djvu/112

88 gli umanitari.


Finirà: sarà parlata
     Una lingua mescolata,
                    Tutta frasi aeree;

E già già da certi tali
     Nei poemi e nei giornali
                    Si comincia a scrivere.

Il puntiglio discortese
     Di tener dal suo paese,
                    Sparirà tra gli uomini.

Lo chez-nous d’un vagabondo
     Vorrà dire in questo mondo,
                    Non a casa al diavolo.

Tu, gelosa ipocondria,
     Che m’inchiodi a casa mia,
                    Escimi dal fegato;

E tu pur chetati, o Musa,
     Che mi secchi colla scusa
                    Dell’amor di Patria.

Son figliuol dell’Universo,
     E mi sembra tempo perso
                    Scriver per l’Italia.

Cari miei concittadini,
     Non prendiamo per confini
                    L’Alpi e la Sicilia.

S’ha da star qui rattrappiti
     Sul terren che ci ha nutriti?
                    O che siamo cavoli?

Qua o là nascere adesso,
     Figuratevi, è lo stesso:
                    Io mi credo Tartaro.

Perchè far razza tra noi?
     Non è scrupolo da voi:
                    Abbracciamo i Barbari!