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cava nulla, nè il grano nel graticcio, nè il vino nella bolle, nè l’olio nell’orciuolo; sua moglie bianca e rossa come una mela, sfoggiava scarpe nuove e fazzoletti di seta, don Liborio non si faceva pagar le sue visite, e gli aveva battezzato anche un bambino. Insomma facevano una casa sola, ed ei chiamava don Liborio “signor compare„ e lavorava con coscienza. Su tal riguardo non gli si poteva dir nulla a “Pentolaccia„. Badava a far prosperare la società col “signor compare„ il quale perciò ci aveva il suo vantaggio anche lui, ed erano contenti tutti.

Ora avvenne che questa pace degli angeli si mutò in un casa del diavolo tutt’a un tratto, in un giorno solo, in un momento, come gli altri contadini che lavoravano nel maggese, mentre chiacchieravano all’ombra, nell’ora di vespero, vennero per caso a leggergli la vita, a lui e a sua moglie, senza accorgersi che “Pentolaccia„ s’era buttato a dormire dietro la siepe, e nessuno l’aveva visto. — Per questo si suol dire “quando mangi, chiudi l’uscio, e quando parli, guardati d’attorno.„


Verga. 40