Pagina:Verga - Vita dei campi, Treves, 1897.djvu/337


— 316 —

tante e poi tante, che la gente ormai non chiamava altrimenti suo marito che con quel nomaccio, e quando arrivava a sentirlo anche lui, e si avventurava a lagnarsene colla moglie — Tu che ci credi? — gli diceva lei. E basta. Lui allora contento come una pasqua.

Era fatto così, poveretto, e sin qui non faceva male a nessuno. Se gliel’avessero fatta vedere coi suoi occhi, avrebbe detto che non era vero, grazia di santa Lucia benedetta. A che giovava guastarsi il sangue? C’era la pace, la provvidenza in casa, la salute per giunta, chè compare don Liborio era anche medico; che si voleva d’altro, santo Iddio?

Con don Liborio facevano ogni cosa in comune: tenevano una chiusa a mezzeria, ci avevano una trentina di pecore, prendevano insieme dei pascoli in affitto, e don Liborio dava la sua parola in garanzia, quando si andava dinanzi al notaio. “Pentolaccia„ gli portava le prime fave e i primi piselli, gli spaccava la legna per la cucina, gli pigiava l’uva nel palmento; a lui in cambio non gli man-