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— Ella finge di scherzare, signorino, ma ha lo sguardo troppo acceso per dissimulare che quello che dice lo sente davvero.

— Sì, è vero!... Ma se le giuro che l’adoro, colei!...

— L’ha veduta davvicino? — domandò in tuono quasi derisorio la giovane.

— Sì.

— È tutta toletta!...

— Io amo appunto in lei questa toletta, questo lusso, questo apparato brillante e vaporoso in cui la farfalla mi fa dimenticare il bruco.

— Via, via... vedo bene che scherza...

— Dica dunque...

— Ella si alza alle dieci o alle dieci e mezzo; prende un bagno di cui i profumi costano ciascun giorno otto o nove lire; e poi si mette allo specchio, ove impiega da un’ora e mezzo a due ore per l’abbigliamento della mattina, da due a tre per quello della sera, e da tre a tre e mezzo e spesso sino a quattro per la toletta da ballo o da teatro... È sorprendente... miracoloso, come una donna possa star tanto ad appuntarsi gli spilli!...