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— No, mamma, balbettò il figliuolo. Non posso più tornare a casa!...

Fu come se ricordasse, e rimase colle sue robe sulla braccia, che non sapeva dove metterle. Poi le posò un’altra volta sul canterano, giunse le mani scarne, forte forte: — E cosa hai fatto che non puoi tornare a casa? Cosa hai fatto, figlio mio?...

Egli non rispose, scuotendo il capo, cogli occhi colmi di lagrime, seduto tristamente sulla sponda del lettuccio, stringendo fra le mani il fazzoletto fradicio.

— Io son vecchia. Per me fa pure quello che vuoi. Ma pensa che le tue povere sorelle rimarrebbero in mezzo a una strada se tuo zio ci abbandonasse anche lui.

— Ah! mamma! rispondeva il giovane scuotendo il capo e col fazzoletto fra le mani. Se sapeste! se sapeste!

— Sì, sì, lo so, figlio mio! povero figlio mio! Lo so quel che devi averci in cuore! Ma cosa puoi farci se siamo poveri! Tu non sai.... tu non sai nulla!... Alle volte, quando aspettavi