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morte avesse dissipato ogni rancore, gli avesse data una lezione severa di carità e di perdono.

— Siete tutti figli miei, — diss’egli. — L’ho promesso a quella poveretta.

Nel paese fu una sorpresa generale. L’argomento di tutte le conversazioni, lo stupore di coloro che tenevano il canonico per un uomo di carattere, e non avrebbero mai creduto che si lascerebbe abbindolare dalle moine della Napoletana, la forestiera che avrebbe dissipato i risparmi di don Alselmo, avrebbe mangiato le speranze delle cognate, per ecclissare le signore del paese col suo lusso. Un maturo benestante che faceva la corte dalla finestra ad una delle sorelle di Dorello non si fece più vedere. Lo zio Luigi, al quale delle anime caritatevoli erano corse a dare l’allarme, arrivò all’improvviso, tutto sottosopra, commosso sino alle intime viscere dal timore che suo fratello il canonico potesse essere rapito al suo affetto da un momento all’altro, come la cognata. — Quando la morte picchia ad una casa non si