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— Che c’è? disse lei con voce irritata, fermandosi di botto. Cosa vuoi?

— Dimmi cos’hai? cos’è stato? Non ti senti bene?

— No. Non è nulla, sta tranquillo.

— Dimmi cos’hai?

— Nulla ti dico. Lasciami andare, lasciami, sto benissimo.

Cesare non sapeva che fare.

La serva ascoltava a bocca aperta dall’uscio della cucina, lo spingeva fuori sgarbatamente, ripetendogli:

— Lasciatela stare, lasciatela stare. So io quel che essa ha. Voi non ve ne intendete. Voi gli fate più male che bene colla vostra vista. Son cose di donne.

Lei sola poteva acchetarla, toccandola colle manaccie unte, poteva mormorarle di tanto in tanto all’orecchio qualche parola a voce bassa, mentre il marito dietro l’uscio udiva piangere sua moglie cheta cheta. Sul tardi arrivò donn’Anna e tutta la famiglia, tanto che la serva chiuse l’uscio perchè non empis-