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questa cura, uno ha sempre l’aspetto di essere vestito come un ciabattino, gli diceva per scusarsi di essersi fatto trovare in quell’arnese, pregandolo di mettersi a sedere sul canapè duro come una panchetta, domandandogli a qual motivo doveva ascrivere la fortuna...

Come Cesare gli spiegò il motivo arrossendo, Roberto non battè ciglio. Per sì poca cosa che non valeva la pena, immaginarsi! fra amici come loro, poteva quasi dire parenti! Era che il suo sarto la mattina stessa gli aveva portato via una grossa somma. Tutto ciò che aveva sottomano in quel momento. Mio caro Dorello, non potete immaginare quel che si spende, per poco che uno non voglia andar vestito come un ciabattino. Già voi lo sapete. Come si chiama il vostro sarto? vedo che vi serve bene. Un po’ passata quella moda del bavero di velluto, ma è ben fatto. Tutto l’abito sta nel bavero. È una disperazione come cangian le mode. Certi colori vistosi poi se li portate una stagione vi stril-