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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/98


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Allorchè partivo, sull’alba, ella mi richiamò, mi attirò sui guanciali, allacciandosi tenacemente al mio collo, e mi domandò collo stesso tuono della prima volta, come se tra la prima domanda e la seconda non ci fossero passate tutte quelle ore e quelle follie. — Che hai?

— Nulla.

— Oh, non partire così! esclamò colle lagrime nella voce.

— Perchè me lo domandi? Non mi ami? Non ti amo? Non siamo felici?

Ella appoggiava la testa sul cuscino, rivolta dalla mia parte, e mi affissava senza parlare, coi suoi occhi azzurri pieni di lagrime.

— Credimi, soggiunsi, la nostra curiosità è funesta. Io l’ho capito, e non ti ho domandato altro, quando l’altra sera mi hai risposto nulla.

Ella mi prese le mani e le baciò — le sentii umide di lagrime.

— Non mi ami più! disse.

— Dio lo volesse! esclamai con un’esplosione di tutte quelle ire che mi rodevano da due giorni.

Ella si rizzò a sedere di botto, splendida di bel-