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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/97


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gettavano onde dorate sui candidi lini. — Aveva degli accessi quasi tristi e paurosi di tenerezza; mi gettava al collo le braccia nude, e mi nascondeva in petto la sua bionda testolina. — Poi mi stava di nuovo a guardare fiso senza dir parola, colla testa affondata nella batista, ed il braccio disteso, mentre le sue piccole dita giocherellavano colla trina della coperta.

Una volta, mentre si parlava di tutt’altro esclamò:

— Come son pazza ad amarti così!

E più tardi, dopo uno scoppio di risa così allegre, così matte, che mi facevano un senso di pena:

— Come farò quando non mi amerai più?

Poi, senza badare a quel che le rispondessi, mi parlò della sua sarta, delle sue vesti, dei suoi cavalli, dei suoi fiori, del teatro, di musica, di balli, mi parlò della mia arte, di me, del mio paese; — giammai ella non mi aveva parlato della mia famiglia: era una circostanza che incominciava a sorprendermi. Era delicatezza? era istinto di gelosia?