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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/93


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— Non importa; essi vi fanno la corte!

— Oh, non tutti! Ci son di quelli vengono per prendere il mio thé, degli altri per trovare gli amici, altri perchè la mia casa è di moda, altri pur di far sapere che ci vengono.

— Io vorrei che non foste obbligata a ricevere tutte quelle persone, Eva.

— Sono tutti abbonati, giovanotti chic, di quelli che dispongono dell’esito di uno spettacolo — ed io appartengo al teatro.

— Io intendo che la donna che mi ama appartenga a me anzitutto!

— Allora non avresti dovuto innamorarti di una ballerina.

— Oh, io m’innamorai della donna, perdio!

Ella sorrise tristamente.

— La donna la vedesti un momento, nel dietro scena.... e scappasti via.

— Ma io vi amo così, come siete!

— Lo sai tu come sono? Una donna non è che come vuol essere. Sai tu che cosa sarei senza la mia gonnellina corta e le mie scarpine di raso? Sarei una modesta operaia colle dita punzecchiate