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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/92


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mortificazione d’amor proprio, per te sarebbero morsi acuti di gelosia... Per risparmiarti dei dispiaceri...

— Che m’importa se questi non mi vengono da voi!

Ella lesse nei miei sguardi tutta l’amarezza che non c’era nelle mie parole, chinò gli occhi, e mi disse solamente:

— Come siete ingiusto!

C’era tal suono di verità nella sua voce, e così schietta e dignitosa franchezza nelle sue parole, nei suoi occhi, e nel suo gesto, che mi facevano soffrire orribilmente per tutte le sciagurate contraddizioni della sua vita.

— Sì, lo sento che sono ingiusto! esclamai. Ma soffro orribilmente! Son geloso, Eva! Son geloso di questo tuo disgraziato mestiere; son geloso di tutti quelli che ti vedono, perchè tutti ti desiderano; son geloso di tutti quelli che ti parlano, perchè ti parlano per sedurti...

— Oh! esclamò Eva con uno scoppio di riso schietto e gajo, se sapeste come dovrebbero invidiarvi quei signori di cui siete geloso!