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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/89


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Un altro giorno le dissi:

— Senti, Eva, delle volte mi assale la tentazione di entrare all’improvviso in quel salotto, e schiaffeggiare tutti quei bei signori.

— Sei matto?...

— Lo so anch’io. È una pazzia; ma ci avrei gusto — ecco!



Una sera ebbi la tentazione di origliare dietro l’uscio, e di guardare dal buco della serratura. Lo feci con un gran battito di cuore — non di vergogna, ma di paura.

Quand’ella venne da me, mi trovò così pallido e corrucciato, che mi domandò dolcemente che cosa avessi. Io le dissi con amaro sorriso:

Eva. 7