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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/86


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No! non arrossivo! — E allorchè le mie richieste si fecero più frequenti, più insistenti, vidi le lagrime di mia madre, lo sconforto di mio padre per non potermi mandare più nulla — e non provai altro dolore che la paura di rimaner senza quattrini — e non esitai, no! ad abusare dell’inesauribile affetto paterno fingendomi ammalato, e scrivendo di aver bisogno di danaro ad ogni costo — e non pensai al dolore immenso, alle ansie mortali dei miei genitori che per specularci sopra... Ah! com’ero divenuto, mio Dio! dove avevo la testa? che se n’era fatto del mio cuore?...

Non pensai neanche a morire: non pensai a buttarmi in Arno — avevo bisogno di vivere.

La risposta non si fece aspettare. Ricevetti un vaglia di centoventicinque lire ed una lettera che mi avrebbe lacerato il cuore se non l’avessi avuto di pietra. Mia madre ci aveva aggiunto i suoi scarabocchi e li aveva inzuppati di lagrime; mio padre mi scongiurava di vender tutto quello che possedevo, se quei danari non mi fossero bastati per fare il viaggio, e di ritornarmene a casa, giacchè non poteva mandarmi più nulla.