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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/81


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Io non saprei dirti quanto durasse cotesto sogno febbrile, e quello che io vi provassi. Avevo in seno tutte le gioie, tutti gli entusiasmi, tutte le frenesie, e mi soffocavano. Sembravami che il cuore mi si dilatasse talmente, per tanta piena d’affetti, che il mio petto non bastasse a contenerlo. Provavo nello stesso tempo tal fastidio di me! tal rimorso! un non so che come un dolore pungente. Sentivo ch’ero tremendamente felice. Passavo i giorni sognando ad occhi aperti, alla finestra o presso il camino o gironzando per le vie, senza vedere, senza udire, senza pensare, e la notte divoravo avidamente tutte le ebbrezze. Partivo da lei all’alba, di nascosto, come un ladro che viene dal rubare il paradiso.

Provavo sgomenti inesplicabili; di tratto in tratto il cuore mi palpitava di gioje improvvise,