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— A piedi, come due scapati. Voi mi darete il vostro mantello.

— Andiamo.

Faceva un freddo da gennajo; le strade erano tutte bianche di neve; ella tremava. Allorchè fummo in piazza d’Azeglio il mio primo sguardo cadde sa quelle finestre del primo piano ancora illuminate. Ella, che si stringeva al mio braccio, lo sentì trasalire, e lo premette leggermente come per attaccarsi a me.

— Non ci ho colpa, vi giuro! esclamò con voce supplichevole. Speravo che a quest’ora fossero partiti!...

Mi prese per mano, come un bambino, e mi fece salir le scale appresso a lei.

— Zitto! mi sussurrò all’orecchio. Non voglio che vi vedano; spegnete il gas.

Io girai la chiavetta. Eravamo al bujo, e sentivo il profumo del suo fazzoletto, il soffio del suo respiro; ella cercò tastoni il campanello e suonò quasi timidamente. Venne ad aprire una leggiadra cameriera; Eva le disse all’orecchio qualche parola, mi spinse in un andito, e scom-