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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/63


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— Ma non lo voglio! Mi farete un piacere, ecco!

— Ebbene, sì.

— Addio dunque.

E scomparve nell’andito. Avevo fatto una ventina di passi quando udii che mi chiamava per nome. Era la prima volta che udivo il mio nome in bocca sua, e mi parve che mi rimescolasse tutto il sangue. Mi rivolsi — era ancora sulla soglia, e la luna l’irradiava tutta.

— Dove abitate? mi domandò semplicemente.

— In Santo Spirito, — e le dissi anche il numero.

— Che piano?

— Il terzo, l’ultimo.

— Buona sera! — e stavolta partì davvero.



Rimanevo estatico, come inchiodato dinanzi a quella porta, respirando l’aria fredda della notte a pieni polmoni. Sentivo un’esuberanza di vita quasi dolorosa, che mi dilatava e mi comprimeva il cuore a vicenda. Mi pareva che ella dovesse