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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/26


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— Non voglio della tua compassione! mi disse bruscamente.

Poscia come pentito, e stringendomi la mano:

— Se tu sapessi come mi sento spregevole e vile! come mi disprezzo! Dimmi, soggiunse dopo una breve esitazione, piantandomi in volto due occhi luccicanti come quelli di un pazzo, — voglio domandarne a te che ti occupi di coteste orribili malattie.... Dimmi come possono farsi di tali cose per una donna che si disprezza, che si odia.... Dimmi come pur sputandole in faccia tutto quest’odio e questo disprezzo si possa morire per lei, si possa sacrificarle l’onore, la vita, la famiglia, la giovinezza, l’arte, tutte le cose che sorridono e che si amano, per abbeverarsi del fiele dell’amore di lei.... Dimmi come accada tutto ciò.... e dimmi che ne’miei panni tu avresti fatto come me, e saresti vile e spregevole del pari!... Oh dimmi questo!... che mi sembra d’impazzire!... Vuoi che io ti narri questa istoria.... vuoi?...

— Sì! gli dissi, sentendomi invadere dalla sua commozione.