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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/190


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Il dolore m’opprimeva. Non sapevo far altro che stringere fra le mie quelle povere mani scarne.

— Tu non muori, tu! mi diss’egli con una sublime e lacerante ingenuità... e forse la vedrai! Prendi; soggiunse dopo qualche secondo d’esitazione consegnandomi quel pacchetto che non aveva abbandonato. Se mai la rivedrai un giorno... se si rammenterà di me... dagliele... Se no... fanne quello che vuoi... bruciale... Domani forse sarò morto, e mia madre, e mia sorella... non devono saper nulla...

Ed esitò ancora lungamente prima di darmi il ritratto. In questo momento si udirono le voci dei suoi parenti che si avvicinavano. — Maledetta! esclamò egli trasalendo e buttando il ritratto per terra. Maledetta! Menzogna infame che mi hai rubato la felicità vera! maledetta! E maledetta anche te, arte bugiarda che c’inebrii con tutte le follie! Maledetta!

Un accesso di tosse sembrò soffocarlo; il corpo era troppo debole; ma lo spasimo lo faceva sollevare sulla poltrona, agitando le braccia sma-