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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/189


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e li ho vedute lontan lontano... Sarà perchè sono stanco!

E dopo un altro silenzio.

— Posso contare le ore che mi restano di vita; posso dire: Domani... fra due giorni... quando quel bel sole farà scintillare l’immensa pianura d’acqua che si stende laggiù, e colorirà del suo bell’azzurro questo cielo... quando lo stesso albero getterà la stessa ombra sulla mia povera casa, e quegli uccelli schiamazzeranno fra le foglie... io sarò morto... non vedrò e non sentirò più nulla... nemmeno i pianti desolati dei miei genitori che mi chiameranno... Che rimarrà di me? di tutta cotesta immensità di pensiero che sento in così fragile involucro?... Non lo so! nessuno me lo sa dire! ciò è ben triste!... Non è vero?

Volse gli occhi lentamente, con stanchezza, su tutto l’orizzonte che lo circondava, e con una certa inesprimibile amarezza:

— La vita!... mormorò chiudendo gli occhi di nuovo, come se quella vista l’affaticasse, o gli lacerasse l’anima, e dopo una lunga esitazione — Sì! sì! c’è qualche cosa di vero nell’arte!...

EVA. 13*