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Pagina:Verga - Eva, Treves, 1873.djvu/187


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abbia fatto una lunga corsa, e dopo un triste silenzio ripigliò con esaltazione morbosa:

— Ho visto tante mostruosità rispettate, tante bassezze cui si fa di cappello, tante contraddizioni di quello che chiamate senso morale, che non so più dove stia la verità. Tu che mi parli di gioie false, dimmi quali sieno le vere: quelle che costano più lagrime, o quelle che lasciano più rimorsi? — e perchè rimorsi? — Qual'è l’amor vero, quello che muore, o quello che uccide? — e qual'è la donna più degna d’amore? la più casta, o la più seducente? — dov’è l’infamia? nella donna che ama per vivere, o nell’uomo che vive per godere? — o che tiene il sacco all’adulterio colla complicità del silenzio — o che gli si inchina quando lo vede passare in carrozza? Chi sentenzia del bene e del male? Il mondo! Che cos’è? Quali sono i suoi diritti? e non mentisce? e non s’inganna? non è ipocrita? o non ha altra scienza che quella di negare? — e quell’altra di biasimare?

Si arrestava di quando in quando, e agitava la testa sul cuscino, come se i pensieri che gli martellavano il cervello non potessero più irrompere.